domenica, 15 novembre 2009

Stamattina sono uscita più tardi a camminare, ho aspettato che il buio fosse meno cupo.
Una mattina fatta di nebbia e umidità.
Ho lasciato a casa Kora capendo dal suo fingere di dormire la non voglia di accompagnarmi.
Mi sono avviata con la musica nelle orecchie  lungo il solito percorso che porta al parco.
Mentre camminavo sulla  pista ciclabile ho potuto costatare le varie postazioni  delle "venditrici d'amore".
roses Pictures, Images and Photos Ogni 50 metri uno schifo, sacchetti del macdonald con fuoriuscite di patatine e vari incartamenti compresi i bicchieroni di carta delle bibite.
Bottiglie di vino e birra rotte, con i cocci sparsi a formare una catena tra una postazione e l'altra, profilattici come  palloncini sgonfi sparsi sulle siepi che costeggiano la strada, una desolazione unica.
Segni di una realtà  che non conosco ma che capisco che deve essere molto vasta.
Basta guardare, ormai  siamo talmente abituati a vederle che sono diventate invisibili, un esercito di esseri umani, donne di ogni età e ogni colore, tutte con una sola merce da vendere, loro stesse.
Ecco cosa pensavo arrivando al parco stamattina, a loro, chissà se sono costrette o no, chissà che sogni fanno, se hanno ancora dei sogni.
Il parco era immerso nel silenzio, le foglie sotto le mie scarpe erano mute, bagnate con i mille colori dell'autunno emanavano una solitudine che mi ha fatto male.
Guardavo le piante  semispoglie, i rami trasudavano gocce di tristezza e mi sono sentita sola, la musica non aveva senso, così ho spento la radio e mi sono immersa in quel silenzio fatto di pensieri confusi e di passi sempre più veloci, i miei.
Allungando lo sguardo ho notato buttate sull'erba delle macchie rosso sangue, mi sono avvicinata e ho visto tre rose!
Rose rosse, perfette, buttate come omaggio non gradito. Non amo i fiori recisi, sanno di morte, ma stamattina ho raccolto quelle tre rose rifiutate e ora sono in un vasetto accanto a me. Il sole sta bucando la nebbia, piano piano vincerà questa battaglia e tornerà a splendere, so che sarà così anche per me.
 

creato da: sistercesy alle ore 10:04 fate

sabato, 07 novembre 2009
tears Pictures, Images and Photos Ecco tutto è finito, compiuto.
Te ne sei andata stanotte, dormendo, la Morte ha dovuto rubarti così, quando Tu non vigilavi.
Sempre vigliacca la Morte.
L'hai combattuta per 17 anni, l'hai tenuta a bada, sorridendo e  blandendola di promesse, l'hai graffiata e presa a pugni, hai urlato e pianto cantando vittoria, ci hai creduto tanto.
Giorno dopo giorno strappato alla paura, gioendo del vivere di ogni giorno, imparando a sognare fino solo all'alba quando vedevi sorgere di nuovo il sole.
Stamattina è sorto il sole ma chissà perchè brilla meno.
Ciao dolce e indimenticabile amica, il mio cuore sta male, non riesce a volare alla tua velocità....
creato da: sistercesy alle ore 14:34 fate

domenica, 01 novembre 2009
Photobucket Rieccomi a cercare di scrivere i miei sentimenti verso di te, di farti sentire tutto l'amore che ho per te.
Diciotto anni fa ancora non ti avevo abbracciata, non ti avevo nemmeno vista, solo un vuoto grande dentro me, mi sentivo derubata e sola, già mi mancavi.
Mara, quante volte hai voluto sapere della tua nascita, i primi filmati, quel tuo arrivare all'improvviso, lo scompiglio e la mia paura.
Ricordo tutto sai?
Quel 31 ottobre era un giovedì freddo e piovoso, ricordo che stavo male, pressione alta, lo sai che la tua gestazione è stata sempre a rischio, tanta è stata la paura di non poter arrivare alla fine, paura di andare incontro a un'eclampsia
La rottura delle membrane mi ha colto all'improvviso, non era così che doveva andare, e non così presto!
Durante il tragitto verso ospedale pensavo a una mia collega, ricordando un aneddoto poco simpatico, non ridere, ma veramente per me era un incubo.
Vilma era nata il 2 novembre, come consuetudine di reparto in queste date si regalavano dei fiori, peccato che la caposala arrivò un con un enorme vaso colmo di crisantemi!
La festeggiata scoppiò a piangere e a urlare, a nulla servì rassicurarla del fatto che in Giappone era il fiore dell'amore, Vilma continuò tutto il giorno a singhiozzare disperatamente.
Ecco io non volevo farti nascere il 2 Novembre!
O prima o dopo, questo era garantito.
Per tutta la notte abbiamo parlato in silenzio io e te, cercavo di aiutarti ma il mio corpo non voleva lasciarti uscire, geloso e possessivo ti voleva per sempre dentro di se.
Alla fine stremata e delusa mi arrendevo al secondo taglio cesareo.
Così ti hanno strappato da me, sotto fredde luci e con violenza, non c'è stato il gioioso coinvolgimento della salaparto, il mio primo abbraccio e nemmeno le mie lacrime liberatorie.
Quando sono uscita dalla sala operatoria c'era papà che mi aspettava, lui si, ti aveva vista e ricordo che riuscì a farmi sorridere dicendomi,
"è bellissima e ha il pannolone che le arriva alle ascelle".
Ho dovuto aspettare fino alle dieci prima di vederti e scoprire che eri quella che io sapevo da sempre.
Mara, come sono corsi questi anni, quanta nostalgia che ho di te bambina, quel tuo crescere del quale io ho vissuto, ora sei grande e devo lasciarti andare.
Lo so da sempre che sei una persona meravigliosa, da sempre so che non sei mia, la vita ti aspetta e io sono ferma in questa casa-nido pronta ad accoglierti se ne avrai bisogno.
Buon compleanno Amore
creato da: sistercesy alle ore 08:23 fate

mercoledì, 21 ottobre 2009

Sta piovendo e fa freddo, domani dovrò rinunciare a portare Kora con me a camminare.
Non sono mai uscita con lei sotto la pioggia, non so se per lei la cosa sia gradita o no, va bene, ci penserò domani.
Domani, con che sicurezza usiamo questa parola, nemmeno per un attimo pensiamo che il domani potrebbe non arrivare più.
Come ci sentiamo grandi e invincibili, poi basta lasciare sciolti i pensieri e ecco, i ricordi come nuvole galoppanti ti fanno salire un'ansia che assomiglia al panico, ti blocchi e basta.
Ascolti dentro di te il cuore che corre, vorresti venire a patti con lui, ma sai che è inutile, stai aspettando e lui lo sa, dovrebbe essere più lento per darti la possibilità di regolare il respiro senza boccheggiare. Anche stasera e anche stanotte penserò a Lei, una Guerriera che ormai di umano non ha più niente ma continua la sua lotta solamente per l'amore che prova per i suoi cari. Mi sento così inutile! Non ci sono più sorrisi, solo lacrime anticipate, non vado più a trovarla, non mi riconoscerebbe più.
Aspetto, solo questo posso fare, timidamente chiamo casa o su messanger per sapere il trascorrere delle sue ore, sorrido dei suoi miglioramenti con le lacrime che mi scorrono sul viso e sento altre lacrime tra le parole di Roberto.
Ci lasciamo con un saluto che sa di fretta per non doverci dire di più, solo cose positive ci scambiamo, e l'abbraccio ogni giorno si fa più stretto.....

 

 

creato da: sistercesy alle ore 21:33 fate

giovedì, 08 ottobre 2009
solitudine Pictures, Images and Photos

Ci sono periodi pesanti, giorni senza senso, ore trascinate a forza dalla non voglia di fare.
Giorni che giro al largo anche dal computer, leggo e mi lascio coccolare da storie inventate da altri.
Guardo l'autunno avanzare ma non trovo gioia nei suoi colori, forse perchè fa ancora caldo e le foglie sono avvizzite da tempo.
Restano appese ai rami come pipistrelli a testa in giù, l'estate non è stata clemente con loro, pochissima pioggia le ha lasciate così, smorte e fragili.
Niente funghi e nemmeno castagne, la terra è troppo arida.
Mi va bene così.
Così mi sento a volte.
Arida e stanca, è un periodo, lo so, poi passerà.
Passerà e tornerò a scrivere i miei pensieri, ma oggi ne sono vuota,
Ridere solo la bocca e non con il cuore e gli occhi fa male, non fa per me.
Aspettatemi 

creato da: sistercesy alle ore 20:48 fate

martedì, 29 settembre 2009
...OLTRE.... bisogna andare oltre.
Questo non toglie il dolore che come un martellare furioso continua a rincorrere i miei pensieri.
Sono stata ore seduta in silenzio, così da sentire anche il più flebile miagolio, ho guardato il tramonto diventare notte e il freddo diventare nebbia.
Ho visto le rondini partire, ho seguito i loro interminabili voli, il loro radunarsi e il loro chiamarsi.
Come tante prefiche le ho sentite urlare, chiamare a raccolta le più giovani e i più spericolati.
Ho guardato le false partenze, poi quando tutto sembrava una farsa, di colpo c'è stato il vuoto!
Ecco, è successo, l'estate è finita.
Partite le rondini, i settembrini già fioriti, le foglie iniziano a cadere, tutto continua come se niente fosse successo.
Sono solo io che non riesco a oltrepassare questo stupido dolore.
é come trovarsi sui sassi bagnati di un torrente, e sto cercando quello giusto, quello che non si muoverà quando cercherò di attraversare il guado.
Sono solo pensieri senza senso, lo so, ma mi sento più povera, continuo ad accarezzare Tiffany, Sissi e Maya, quasi a ricordarmi che loro ci sono, ma è Mefisto quello che mi manca.
creato da: sistercesy alle ore 21:51 fate

domenica, 20 settembre 2009

Questo per me è un brutto periodo, sono ormai più di 15 giorni che il mio Mefisto è scomparso.

La sera prima di partire per Saviore le ho fatto un pò di foto, mai pensando di non ritrovarlo più al mio ritono.

Ultimamante era diventato nervoso, vuoi perchè geloso di Kora, vuoi perchè assomigliava sempre di più a quei 50/60 enni che sentono la gioventù svanire e cercava in tutti i modi di evadere per avere mille avventure!

Non siamo più riusciti a beccarlo mentre scappava, tutti ormai eravamo convinti che riusciva a volare, si, come gli scoiattoli volanti, allargando le quattro zampe e tenendo la coda come timone.

Oppure calandosi come un acobrata lungo il muro perimetrale della casa, a nulla sono servite le grate e le varie reti messe apposta per impedire le sue fughe.

Devo dire che era molto arrabbiato con me, dopo avere consultato due veterinari e avendo avuto la stessa risposta l'ho fatto sterilizzare.

Mefisto ha 7 anni e mezzo, dunque un signore di mezza età, la sua razza, certosino, non è per niente aggressiva e infatti le prendeva sempre, quando arrivava a casa era conciato sempre da far paura, corse dal veterinario, punture e antibiotici, poi fare i test per le varie malattie.

Così seguendo le indicazioni del veterinario ho fatto quello che  sembrava il male minore ma non ho fatto i conti con Mefisto, pensavo di proteggerlo e di farlo stare meglio, invece mi ha dimostrato il contrario, se ne è andato.

Spero tanto che torni e che non abbia incontrato sulla sua strada "l'uomo nero".

Dire che mi manca è riduttivo, di notte ho incubi e sento  sempre la sua voce che mi chiama per avere coccole e gratini.

Sto vivendo la sua scomparsa come un lutto, niente riesce a darmi la speranza che possa ritornare ed è questo a farmi paura, non ho mai avuto questa certezza che Mefisto non tornasse da me.

creato da: sistercesy alle ore 16:22 fate

venerdì, 11 settembre 2009
disperazione Pictures, Images and Photos

.... è 11 settembre, una data che tutto il mondo ricorda, è giusto così, anch'io ricordo esattamente ogni ora, ogni minuto di quel pomeriggio.

Ma ho anche altri ricordi legati all'undici settembre, più personali, vero Cri?.

Tre anni fa era semplicemente un lunedi, primo giorno di scuola, una bella giornata, calda ma non troppo.

Non so perchè ne parlo, solo che io ne ho bisogno, a distanza di tre anni forse ne ho elaborato il lutto?

Non credo, so solo che il dolore è da stamattina che mi rosica, devo accendere la candela, già, io non vado mai al cimitero, ma ad ogni ricorrenza "devo" accendere una candela.

Una candela speciale, bellissima, scelta con cura e sempre profumata.

Lo so non serve a niente ma mi piace accenderla per la persona che abita nel mio cuore, anche se solamente per alleviare il mio dolore.

Tre anni fa, come ho detto era lunedì e Cristina stava morendo, l'ho capito da subito, non per niente lavoravo in ospedale, quando sono scesa per cambiarla, c'erano già tutti i segni.

Marisa non voleva ascoltarmi, si agrappava a tutto, ricordo che mi sono messa a urlare per aumentare la morfina, ma che cazzo poteva fargli male?

Cristina era solo dolore!

Non potevo permettere che per egoismo nostro Lei conoscesse l'inferno del dolore più atroce.

Ho urlato che avrei chiamato il 118, così sarebbe morta da sola!

Già i suoi figli evitavano la camera, troppo gli urli dovuti al dolore, troppo la paura di vedere la loro mamma ridotta a un ammasso urlante e inriconoscibile!

Già i figli, i miei nipoti, 4, l'ultimo Alessio di appena 5 anni, muti, scioccati, veramente se vogliamo essere sinceri sono ancora fermi a quell'11 settembre del 2006.

Niente è cambiato da allora, non vogliono cambiare, sarebbe come dire veramente addio alla loro mamma.

Ricordo che sono salita in casa mia, mi sono messa sotto la doccia e ho urlato, gridato tutta la mia rabbia e lo schifo che mi sentivo dentro, il non accettare un epilogo che avevo seguito per tre brevi anni, io volevo più tempo.

Tempo per Lei, per me, per i suoi figli, tempo che non c'era più...

Sono scesa e Lei era in agonia, fuori c'erano operai che stavano riasfaltando la strada, ricordo che come una iena sono balzata addosso al responsabile urlando che una mamma di 43 anni stava morendo, e che per piacere andassero a rompere altrove.

Cristina è spirata alle 18, abbracciata a suo marito e ai suoi due figli più grandi, ricordo Luca che le teneva il suo viso sul suo petto e piangeva, non l'ho più visto piangere da allora.

Chiara era un groviglio di dolore, e Massimo, mio cognato, incredulo e sconfitto, ecco tutto era finito, tutto era compiuto.

Per me solo una rabbia e un dolore assurdo, e il peggio è che non riesco a lasciarti andare, scusa Cri, tu sai come sono, una che non vuole che tu te ne vada per sempre.

Ti ho conosciuto bimba, ti sono stata sorella e amica, e sono stata quella che ha fermato la cerimonia quando volevano mettere il vaso delle tue ceneri in un loculo pieno di detriti.

Ricordo il mio sdegno, e il mio farmi avanti con scopa e paletta, quanto abbiamo riso a casa poi....

mi manchi Antipatica.....

creato da: sistercesy alle ore 14:31 fate